ll mercoledì nell’ottava di Pasqua la stazione ritorna a San Lorenzo fuori le mura, questo complesso composto da tre chiese costruite intorno alla tomba del diacono Lorenzo, seppellito qui in una piccola catacomba il 10 agosto del 258.
Martedì di Pasqua la stazione torna a S. Paolo fuori le mura. L’immensa basilica ricostruita dopo l’incendio del 1823 rende abbastanza bene l’aspetto della chiesa antica costruita alla fine del IV secolo. La pianta è la stessa, le colonne e le loro arcate sono nuove ma rispecchiano fedelmente quella dell’antica basilica, e il transetto è ancora quello antico, anche se i mosaici in buona parte sono rifatti.
La liturgia stazionale ci porta in qusto Lunedì dell’ Angelo ancora a San Pietro in Vaticano. Si torna sulla tomba del Principe degli Apostoli per essere confermati nella fede che nasce dalla Resurrezione.
Domenica di Pasqua la stazione cardinalizia ritorna per la terza volta alla basilica di Santa Maria Maggiore. La basilica è cara a Papa Francesco, che la visita prima di ogni viaggio internazionale. Di solito si ferma davanti alla icona medievale chiamata “Salus Populi Romani” nella cappella Paolina, costruita apposta per l’icona alla sinistra della basilica nel XVII secolo da Papa Paolo V Borghese, lo stesso Papa che firma la facciata di S. Pietro. L’icona, dipinta su legno, rappresenta la Vergine con il bambino ed è stata datata al XII o XIII secolo, anche se alcuni pensano che sia molto più antica.
Il Sabato Santo la stazione quaresimale ritorna dopo solo due giorni alla cattedrale di S. Giovanni in Laterano. Come tutte le basiliche importanti di Roma, anche quella di S. Giovanni in Laterano è spesso stata trasformata in vista degli Anni Santi. L’interno che oggi accoglie il visitatore è quello realizzato da Francesco Borromini per l’Anno Santo del 1650. L’antica basilica costruita dall’imperatore Costantino nel IV secolo non si vede più, anche se alcuni tratti dei suoi muri si nascondono dentro l’involucro barocco.
Il Venerdì Santo, giorno dell’adorazione della Croce, è di nuovo stazione la basilica di Santa Croce in Gerusalemme, dove si conserva ciò che per la tradizione è una reliquia della vera Croce.
La cattedrale di Roma è di nuovo stazione quaresimale il Giovedì Santo, il giorno quando ogni vescovo celebra nella sua cattedrale la Messa Crismale con i suoi preti la mattina, e la Messa in Coena Domini la sera. Tradizionalmente il Papa celebra la Messa Crismale a San Pietro in Vaticano, mentre l’ultima volta che un Papa ha celebrato la Messa in Coena Domini al Laterano era con Benedetto XVI il 5 aprile del 2012, dato che Papa Francesco ha poi scelto di celebrare quella messa altrove.
La basilica paleocristiana di Santa Maria Maggiore è stazione quaresimale il mercoledì della Settimana Santa e di nuovo il giorno di Pasqua. Si può dire che la basilica è stata segnata dagli Anni Santi. Già nel primo Anno Santo del 1300, formalmente indetto solo il 22 febbraio 1300 quando era ormai già in corso, la basilica si presenta in una nuova veste spettacolare, preparata pochi anni prima da Papa Niccolò IV.
La parrocchia o “titulus” di S. Prisca viene menzionata per la prima volta nel Sinodo romano del 499, ma è solo intorno al 1100 che viene costruita una basilica tradizionale. Prima sembra che la parrocchia sia stata ospitata in un edificio romano. La chiesa medievale viene poi ricostruita nel XV secolo da Papa Callisto III e poi di nuovo nel XVIII secolo.
A pochi passi da Santa Maria Maggiore si arriva oggi a Santa Prassede. E’ una parrocchia, un “titulus”, che appare nelle fonti antiche già nel 491, ma la chiesa attuale viene costruita solo nel IX secolo da Papa Pasquale I (817-824). Pasquale decide di sostituire la vecchia chiesa con una nuova ”non lontano” dalla prima, ma della chiesa più antica si è persa ogni traccia.
Un tempo la Quaresima iniziava dalla basilica di San Giovanni, la cattedrale di Roma. Ora il pellegrinaggio stazionale torna più volte nella chiesa.
Dal centro di Roma si torna verso l’estero e si arriva vicino all’ Appia. San Giovanni a Porta Latina è una piccola chiesa del XII secolo che conserva l’abside di una chiesa molto più antica, forse del VI secolo, anche se la chiesa viene menzionata la prima volta nel 683. E’ il Sacramentario Gregoriano che a maggio riporta la festa di S. Giovanni “ante Portam Latinam”. Un’iscrizione nella navata ricorda la consacrazione della chiesa ricostruita nel 1191.
E’ Papa Simplicio che nella seconda metà del V secolo consacra la chiesa di Santo Stefano Rotondo. La venerazione di S. Stefano, il primo martire, si diffonde nel V secolo da quando nel 415 si pensa di aver ritrovato la sua tomba a Gerusalemme.
La chiesa di Sant’Apollinare alle Terme Neroniane Alessandrine si trova pochi metri a nord di Piazza Navona, accanto alla Pontificia Università della Santa Croce e di fronte al Museo Nazionale di Palazzo Altemps.
Il pellegrinaggio stazionale prosegue per la antica Via Lata, l’attuale Via del Corso. L’attuale chiesa di San Marcello al Corso, con ingresso da Via del Corso, viene ricostruita nel XVI secolo dopo il crollo della chiesa antica nel 1519. La ricostruzione viene completata nel 1595- La chiesa antica era orientata con l’ingresso verso est.
Nei messali più antichi appare, martedì della V settimana di Quaresima, una chiesa che non esiste più: S. Ciriaco alle terme. Il “titulus” di S. Ciriaco o di S. Quiriaco appare nei verbali dei Sinodi romani del V e VI secolo, e doveva trovarsi nella zona delle Terme di Diocleziano. Attualmente si celebra invece la stazione alla chiesa di S. Maria in Via Lata.
La chiesa di S. Crisogono in Trastevere è una basilica del XII secolo, costruita sopra un’altra del V secolo. Crisogono non è un martire romano ma un importante martire di Aquileia, che sarebbe stato ucciso durante la persecuzione di Diocleziano. La sua venerazione arriva a Roma almeno nel V secolo, e questa parrocchia o “titulus” in Trastevere è conosciuta sotto questo nome almeno dal 499.
S. Pietro in Vaticano è stazione tre volte: il sabato della prima settimana di Quaresima, la domenica della quinta settimana, e il Lunedì di Pasqua.
Dall’ Esquilino il pellegrinaggio stazionale arriva di nuovo alle pendici del Campidoglio a San Nicola in Carcere. Questa zona in pianura tra il Tevere il Campidoglio e il Palatino e fino all’ Aventino è stata sempre molto importante per la città di Roma. Si trovano resti di antiche abitazioni come nella zona di sant’ Omobono, di fronte agli attuali uffici dell’Anagrafe centrale di Roma.
Il pellegrinaggio stazionale arrva all' Esquilino alla chiesa di Sant' Eusebio. La chiesa viene menzionata per la prima volta già nel 474, all’epoca il martirologio ricordava al 4 agosto la festa di Eusebio, fondatore del “Titulus” (parrocchia) dallo stesso nome. Un po’ più tardi, nel VI secolo, si raccontava che la chiesa era stata ricavata dal presbitero Eusebio nella sua casa. Eusebio sarebbe morto martire, morto di fame in casa sua, per la sua opposizione all’arianesimo sotto l’imperatore ariano Costanzo II (337-361).