La città di Myitkyna, in Myanmar, è diventata nota quando Suor Ann Rose delle Sorelle di San Francesco Saverio si è inginocchiata davanti ai militari, implorandoli di cessare le violenze e ispirando persino alcuni dei soldati a raccogliersi in preghiera. Ed è stato lì che il Cardinale Charles Bo, arcivescovo di Yangon, potente voce della Chiesa birmana, è andato a celebrare nella Domenica della Divina Misericordia. Perché – ha detto – la resurrezione è “una forte affermazione che Dio può creare meraviglie anche dalla tomba. La vita sorgerà dalla morte, quando verranno i tempi del Signore. L’ultimo anno è stato un anno di oscurità e morte. Avete sperimentato molta sofferenza umana. Preghiamo che il cuore di Gesù guarisca tutti: l’oppressore e l’oppresso”.
La crisi in Myanmar, le voci sulla Cina, la Siria, il mondo dopo il COVID: sono questi i temi più importanti affrontati dalla diplomazia pontificia durante quest’ultima settimana. Mentre in alcuni Paesi le misure di lockdown tornano ad inasprirsi, la Santa Sede continua il suo lavoro, mentre i fronti cui fare attenzione si moltiplicano.