Due anni dopo la pubblicazione del rapporto CIASE (la Commissione indipendente sugli abusi sessuali nella Chiesa), il presidente della commissione, Jean-Marc Sauvé, si fa intervistare da Le Parisien per esprimere i suoi dubbi. Ma, alla fine, più che dubbi sul rapporto, Sauvé mostra dubbi sulla risposta della Chiesa, alimenta divisione, chiede ancora riforme strutturali e dottrinali nella Chiesa che di certo non sono competenza della CIASE, con colpi di scena come la richiesta di considerare l’abuso su minori non solo come peccato contro il Sesto Comandamento, ma anche contro il Quinto, perché “per la CIASE lo stupro di una minorenne è un’opera di morte”.
È una difesa forte del lavoro della sua commissione, ma è anche un tentativo di minimizzare i documenti, di normalizzare i rapporti, quella contenuta nel documento con cui Jean-Marc Sauvé risponde all’Accademia Cattolica di Francia che aveva contestato i dati pubblicati dal rapporto della Commissione Indipendente sugli Abusi Sessuali della Chiesa.