Il 20 maggio, il neo-eletto presidente di Taiwan Lai Ching-te ha cominciato il suo mandato presidenziale. La Santa Sede, l’unica nazione europea ad intrattenere relazioni diplomatiche con Taiwan (tutte le altre hanno relazioni con la Cina) è stata rappresentata ad alto livello da un inviato speciale di Papa Francesco, nella persona dell’arcivescovo Charles Brown, nunzio nelle Filippine.
"Oggi giovedì 25 gennaio 2024, ha avuto luogo l’ordinazione episcopale del Rev. Taddeo Wang Yuesheng, che il Santo Padre, nel quadro dell’Accordo Provvisorio tra la Santa Sede e la Repubblica Popolare Cinese, ha nominato, in data 16 dicembre 2023, Vescovo di Zhengzhou, Provincia cinese dello Henan".
Con una decisione unilaterale cinese, il vescovo Giuseppe Shen Bin di Haimen è stato trasferito alla diocesi di Shanghai, dove si è insediato lo scorso 4 aprlle. La Santa Sede non aveva ancora nominato un successore del vescovo di Shanghai Aloysius Jin Luxian, morto nel 2013 mentre il suo ausiliare Thaddeus Ma Daqin, è agli arresti domiciliari dal 2012. Per ora, non c’è stato alcun commento ufficiale da parte vaticana, mentre Matteo Bruni, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha fatto semplicemente sapere che “la Santa Sede era stata informata pochi giorni fa della decisione delle autorità cinesi” di trasferire il vescovo, e “ha appreso dai media dell’avvenuto insediamento”..
Papa Francesco avrebbe cercato di entrare in contatto con il presidente cinese Xi Jinping per un incontro durante la sua presenza in Kazakhstan. L’indiscrezione è rimbalzata sui media e risponde ai rumors riguardo un possibile incontro tra i due. Prosegue, intanto, il negoziato per il rinnovo dell’accordo sino-vaticano per la nomina dei vescovi.
Li Hui è il nuovo vescovo coadiutore di Pingliang, nella provincia cinese di Gansu. Nominato da Papa Francesco coadiutore di Pingliang l’11 gennaio 2021, la sua ordinazione episcopale è avvenuta il 28 luglio, conferma la Sala Stampa della Santa Sede, che rende noto come Li sia “il quinto vescovo cinese nominato e ordinato nel quadro normativo dell’Accordo Provvisorio sulla nomina dei vescovi in Cina”.
La nomina del prossimo direttore generale della FAO potrebbe aprire nuovi canali di dialogo tra Santa Sede e Cina: si parla anche di questo nei corridoi diplomatici vaticani.
Una delegazione della Santa Sede è stata in Cina la scorsa settimana, per una serie di colloqui e anche per portare a termine due transizioni nelle diocesi cinesi, andando ad insediare due dei sette vescovi precedentemente illeciti cui Papa Francesco ha revocato la scomunica lo scorso 22 settembre.
La nomina di monsignor Gianfranco Rota Graziosi a consultore della seconda sezione della Segreteria di Stato vaticana è il premio che Papa Francesco dà al sacerdote che con continuità ha lavorato sulla questione della Cina per anni.
Molto più di una celebrazione. Per Taiwan, i 75 anni di relazioni diplomatiche festeggiate con la Santa Sede, in un convegno presso la Pontificia Università Urbaniana il 10 di ottobre e qualche settimana dopo a Taipei, rappresentano anche la certificazione di un collegamento che è destinato a rimanere. Almeno per ora.
Con un congresso internazionale dell’Apostolato del Mare a Taiwan, dall’1 al 7 ottobre, la Santa Sede alzerà la voce – tra le poche organizzazioni internazionali a farlo – sul problema del “traffico di esseri umani” e delle nuove schiavitù che sono legate al mondo della pesca. Ed è un congresso che ha vari significati.