Con una serie di appuntamenti e celebrazioni l’Arcidiocesi di Agrigento celebra il trentesimo anniversario della visita di Papa Giovanni Paolo II avvenuta l’8 e 9 maggio 1993.
"In occasione del cammino sinodale avviato da Papa Francesco anche la Chiesa di Agrigento sta vivendo questo evento attraverso tutti i suoi organi". Si legge così sul sito della Diocesi di Agrigento spiegando che gli Istituti culturali diocesani, Museo-Archivio-Biblioteca, unitamente alla Pastorale diocesana e a tutti i suoi organi sono chiamati a riaffermare la loro dimensione pastorale, rispondendo alla loro vocazione nel cammino sinodale. Lo fanno con un progetto: la realizzazione di un percorso storico-documentario sui Sinodi diocesani che illustrerà diversi aspetti.
Dopo il successo delle “Serate settembrine”, il museo diocesano di Agrigento continua a valorizzazione il patrimonio materiale e immateriale con due serate a tema intitolate “Visibili e invisibili - Connessioni sensoriali”. Una "manifestazione che condurrà verso un itinerario culturale dove l’invisibile diventa visibile attraverso il dialogo dei sensi coniugando arte, musica e vino".
E' beato Rosario Livatino, il giudice ragazzino ucciso dalla mafia. E' il primo magistrato beato nella storia della chiesa. Oggi, domenica 9 maggio, alle 10, grande commozione nella Cattedrale di Agrigento, dove ha avuto luogo la Santa Messa con la cerimonia di beatificazione presieduta dal Cardinale Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione delle cause dei santi. La festa del Beato sarà il 29 ottobre.
La cattedrale di Agrigento, chiusa dal 2011 per rischio di crolli, riaprirà al culto il 22 febbraio, tre giorni prima della festa patronale di san Gerlando. “Un percorso, quello che porta alla riapertura lungo otto anni, un cammino faticoso, che ha visto come da queste colonne vi abbiamo raccontato contrapporsi visioni, anche tecniche sulla cattedrale. Finalmente, però, si riapre al Culto la Cattedrale”. Questo l’annuncio ufficiale sul sito dell’Arcidiocesi.
Il Giubileo sia “una marcia in più nel cammino iniziato in questi anni”. Compiamo “un atto personale e comunitario di misericordia innanzitutto verso la nostra Chiesa Agrigentina, che ci ha generati alla fede e che nella fede siamo chiamati a rigenerare giorno dopo giorno e verso il nostro territorio, e non per un atto di generosità da parte nostra, ma perché ne abbiamo il dovere, in quanto ci permette di radicarci nella storia e nella vita sociale di oggi”. Lo scrive il Cardinale Arcivescovo di Agrigento Francesco Montenegro nella Lettera Pastorale alla Diocesi.
Papa Francesco ha voluto che il Giubileo della Misericordia venisse vissuto anche e soprattutto a livello locale, a partire dall’apertura della Porta Santa di ogni cattedrale. Acistampa inizia un cammino con i Vescovi italiani chiedendo loro come la loro Diocesi sta vivendo questo Anno Santo. Abbiamo iniziamo questa serie di interviste con il Cardinale Francesco Montenegro, Arcivescovo di Agrigento.