Jesi , lunedì, 31. marzo, 2025 14:00 (ACI Stampa).
Sabato scorso, 29 marzo, Monsignor Paolo Ricciardi si è insediato come nuovo Vescovo di Jesi. E’ succeduto al Vescovo Gerardo Rocconi, che ha guidato la diocesi di Jesi dal 2006 allo scorso gennaio.
Commentando la parabola del figlio prodigo, Monsignor Ricciardi – già vescovo ausiliare di Roma - ha osservato che gli atteggiamenti del Padre “rivelano un Dio così buono da restituirci la dignità e la bellezza dei figli anche quando credevamo di non esserlo più. Profondamente Amati siamo finalmente a casa, rivestiti dell'abito più bello e con l'anello al dito. Siamo famiglia di Dio dove nessuno è escluso”.
“Ci sono momenti della vita – ha aggiunto - in cui abbiamo tutti sperimentato la lontananza a causa del peccato o per qualcosa che ci ha deluso così tanto da non sentirci più figli. Non potevo immaginare che Dio mi attendesse un giorno qui a Jesi ancor prima che come vescovo come figlio peccatore, non avrei mai potuto pensare che a questa festa del mio e del nostro perdono - passatemi la battuta - fosse versato il vino nuovo con il sapore del verdicchio, eppure è così e di questo sono veramente felice”.
Guardando poi al figlio maggiore della parabola il Vescovo ha proseguito: “è quello che lavora nei campi, quello che ogni giorno compie il suo dovere. Proponendo questo racconto Gesù ha davanti a sè gli scribi che mormorano perché egli accoglie i peccatori e mangia con loro. Si rivolge a uomini e donne che credono che essere nel giusto significa osservare le regole e basta, fare sacrifici e preghiere e basta, mettendosi così il cuore a posto: quanto è forte la tentazione dell'abitudine, della forma, della esteriorità anche in noi cristiani, anche in noi sacerdoti e vescovi. Il peccato del figlio maggiore è stato andare avanti nel cammino quotidiano senza un sussulto di gioia, di umanità, di tenerezza: si accontentava del dovere da compiere. E’ successo anche a me, preso dal senso del dovere del ministero ho tentato di riprendere Dio come se non mi permettesse qualcosa o che levasse lo sguardo da me, pensando piuttosto agli ultimi arrivati poi mi sono accorto che ero io chiuso all'amore”.
“Lasciamoci riconciliare con Dio – è stato l’appello conclusivo del nuovo Vescovo di Jesi - un Dio affascinante nell'amore. Arriva il momento per qualcuno di mettersi dalla parte del padre. E da vescovo, senza mio merito, Dio mi affida questa parte in questa porzione di chiesa per rivelare il volto di un Dio misericordioso e Egli mi corregge di nuovo lo sguardo perché io possa guardare meglio da lontano senza dimenticare chi è vicino e possa guardare i vicini invitandoli a guardare lontano, per formare un popolo di discepoli missionari, pronti ad evangelizzare e a uscire di corsa per accogliere e abbracciare l'umanità”.