Città del Vaticano , domenica, 8. luglio, 2018 12:14 (ACI Stampa).
Commentando il Vangelo odierno Papa Francesco - nel corso dell’Angelus - si domanda “come mai i compaesani di Gesù passano dalla meraviglia all’incredulità?” Essi - sottolinea - “invece di aprirsi alla realtà, si scandalizzano. Secondo gli abitanti di Nazareth, Dio è troppo grande per abbassarsi a parlare attraverso un uomo così semplice! È lo scandalo dell’incarnazione: l’evento sconcertante di un Dio fatto carne, che pensa con mente d’uomo, lavora e agisce con mani d’uomo, ama con cuore d’uomo, un Dio che fatica, mangia e dorme come uno di noi”.
“Il Figlio di Dio - prosegue Francesco - capovolge ogni schema umano: questo è un motivo di scandalo e di incredulità, in ogni epoca, anche oggi. Il capovolgimento operato da Gesù impegna i suoi discepoli di ieri e di oggi a una verifica personale e comunitaria. Anche ai nostri giorni può accadere di nutrire pregiudizi che impediscono di cogliere la realtà. Ma il Signore ci invita ad assumere un atteggiamento di ascolto umile e di attesa docile, perché la grazia di Dio spesso si presenta a noi in modi sorprendenti, che non corrispondono alle nostre aspettative. Pensiamo a Madre Teresa di Calcutta, una suorina piccolina, nessuno dava 10 lire per lei e che andava per le strade a prendere i moribondi affinchè avessero una morte degna. E questa suorina con la preghiera e il suo operato ha fatto meraviglie. La piccolezza di una donna ha rivoluzionato la carità della Chiesa. Dio non si conforma ai pregiudizi”.
Dunque, che cosa fare? La risposta del Papa è “sforzarci di aprire il cuore e la mente, per accogliere la realtà divina che ci viene incontro. Si tratta di avere fede: la mancanza di fede è un ostacolo alla grazia di Dio. Molti battezzati vivono come se Cristo non esistesse: si ripetono i gesti e i segni della fede, ma ad essi non corrisponde una reale adesione alla persona di Gesù e al suo Vangelo”.
Al contrario - conclude il Pontefice - “ogni cristiano è chiamato ad approfondire questa appartenenza fondamentale, cercando di testimoniarla con una coerente condotta di vita, il cui filo conduttore sempre sarà la carità”.
Terminata la recita dell’Angelus, Francesco è tornato sull’incontro di ieri a Bari con i Patriarchi delle Chiese del Medio Oriente e i loro Rappresentanti. Si è trattato - ha detto . di “una speciale giornata di preghiera e riflessione per la pace in quella regione. Rendo grazie a Dio per questo incontro, che è stato un segno eloquente di unità dei cristiani, e ha visto la partecipazione entusiasta del popolo di Dio. Sono rimasto edificato del loro atteggiamento e della loro testimonianza”.