Assisi , sabato, 3. giugno, 2017 16:00 (ACI Stampa).
“Le Famiglie francescane dell’Umbria riunite nel quinto centenario della bolla ‘Ite vos’, vogliono fraternamente dialogare e confrontarsi sulla comunione fraterna e sull’evangelizzazione nella terra umbra, a servizio della Chiesa locale e universale”. Con queste parole il Cardinale Bassetti, Presidente CEI, ha introdotto la liturgia di inizio del Capitolo generalissimo, che tutti i francescani dell’Umbria celebrano a Foligno per cinque giorni nel mese di giugno.
Come Francesco e Benedetto per la terra umbra. Cosi i frati si riuniscono e cercano di operare al meglio per il loro territorio. Dopo il momento di preghiera i frati si sono trasferiti nell’aula capitolare per ascoltare gli interventi dei vescovi delle Chiese in cui operano.
Prendendo per primo la parola, il Cardinale Bassetti ha ribadito come e quanto Francesco d’Assisi sia al centro della vita dell’Umbria oggi, aggiungendo – rivolto ai frati – che “le vostre case religiose rappresentano ancora un punto di riferimento per molti fedeli, non sembrano fortezze arroccate ma sono piuttosto luoghi di preghiera accoglienti”.
Durante il suo intervento, Monsignor Domenico Sorrentino, Vescovo di Assisi-Nocera-Gualdo, si è dichiarato contento di constatare come la comunione tra le famiglie francescane e la Chiesa diocesana, che già si vive ad Assisi, si sta irradiando in tutta l’Umbria con l’auspicio che illumini il mondo intero. Ricordando la recente erezione del Santuario della Spogliazione, ha ricordato che “rimettersi insieme richiede il gesto di spogliarsi di qualcosa. C’è bisogno di una conversione interiore – ha ribadito – di una riforma degli atteggiamenti e forse anche delle strutture”.
Monsignor Renato Boccardo, Vescovo di Spoleto-Norcia, ha notato come persino dalle ferite e dalla nostalgia per delle partenze da una chiesa o da un convento, precedentemente abitato dai Francescani, ci si possa rendere conto della fecondità di quella presenza. Ha aggiunto inoltre che la presenza dei frati inseriti nel presbiterio diocesano giova anche agli stessi sacerdoti.