Città del Vaticano , lunedì, 24. aprile, 2017 10:58 (ACI Stampa).
No ad idealizzazioni e a compromessi, la fede è concreta. Su questo si snoda l’omelia della Messa mattutina di Francesco presso Casa Santa Marta. Alla celebrazione hanno preso parte anche i cardinali del C9 riuniti oggi per il consiglio.
Secondo quanto diffuso dalla Radio Vaticana, l’incontro di Nicodemo con Gesù e la testimonianza di Pietro e Giovanni dopo la guarigione dello storpio ,sono state al centro dell’omelia di Papa Francesco.
Gesù, ha osservato il Papa, spiega a Nicodemo con amore e pazienza che bisogna “nascere dall’alto”, “nascere dallo Spirito” e dunque passare “da una mentalità a un’altra”. Per capire meglio questo, ha detto, ci si può soffermare proprio a quanto narra la Prima Lettura, tratta dagli Atti degli Apostoli. Pietro e Giovanni hanno guarito lo storpio e i dottori della legge non sanno come fare, come “nascondere” questo, “perché la cosa è pubblica”.
“La concretezza di un fatto”, “la concretezza della fede” rispetto ai dottori della legge che “vogliono entrare nei negoziati per arrivare a compromessi”: Pietro e Giovanni “hanno coraggio, hanno la franchezza, la franchezza dello Spirito”.
Spiega infatti il Pontefice: “Alle volte noi dimentichiamo che la nostra fede è concreta: il Verbo si è fatto carne, non si è fatto idea: si è fatto carne. E quando recitiamo il Credo, diciamo tutte cose concrete”.