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CEI, al via la Seconda Assemblea sinodale in Vaticano

L’Assemblea si è aperta oggi, con vari interventi

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Cei, al via la Seconda Assemblea sinodale in programma in Vaticano, presso l’Aula del Sinodo, da oggi al 3 aprile. L’appuntamento – che riunirà oltre mille partecipanti tra Vescovi, delegati delle Diocesi e invitati – ha come obiettivo l’approvazione delle "Proposizioni", il frutto del discernimento ecclesiale nel cammino comune di questi anni. La prima parte ricordiamo che si è tenuta a San Paolo fuori le Mura, nel novembre scorso.

“Tali proposte, contenute nel Documento, esplicitano le tre dimensioni della conversione pastorale secondo la struttura indicata dai Lineamenti e dello Strumento di Lavoro: il rinnovamento missionario della mentalità ecclesiale e delle prassi pastorali; la formazione missionaria dei battezzati alla fede e alla vita; la corresponsabilità nella missione e nella guida della comunità. Le proposte, dopo l’approvazione, saranno poi consegnate ai Vescovi che indicheranno gli orientamenti per le scelte da compiere nelle Chiese locali”, riporta il comunicato stampa ufficiale che ribadisce gli obiettivi finali di questo secondo incontro.

L’Assemblea si è quindi aperta oggi, in Aula Paolo VI, con la Preghiera presieduta dal Cardinale Matteo Zuppi, Presidente della CEI, e con gli interventi di Lucia Capuzzi e di Monsignor Erio Castellucci, rispettivamente membro e Presidente del Comitato Nazionale del Cammino sinodale.

Subito si è aperta l’assemblea ricordando Papa Francesco, che a causa della sua convalescenza, non può partecipare agli eventi di persona. “Lo ricordiamo con immenso affetto, gli siamo vicini. Avremmo voluto che fosse qui tra noi”. Queste le parole di monsignor Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, introducendo alla preghiera per Papa Francesco. Il Pontefice è intervenuto mandando un messaggio ai presenti.

Il Cardinale Zuppi saluta l’assemblea con "gioia". “È facile finire per essere scontenti, ipercritici (sugli altri) e poco capaci di gioire della tanta santità della “porta accanto”, alla ricerca di una comunità virtuale, che non esiste, e umiliandosi poco, proprio come la nostra generazione, a costruire relazioni, legami concreti e veri. Oggi torniamo qui dove tutto era iniziato: nella sede di Pietro, il 30 gennaio 2021, quando rivolgendosi all’Ufficio Catechistico Nazionale, il Papa ci incoraggiò a intraprendere in modo deciso il Cammino sinodale”, commenta il Presidente della CEI.

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“Abbiamo iniziato a camminare e il cammino, come sempre, si è aperto a mano a mano, non c’erano tanti navigatori, con buona pace di chi pensava di conoscere tutto prima di partire, per poi restare fermo o restare a discutere, diciamo così, da fermo, in surplace! Solo camminando, abbiamo capito cosa significa sinodale, quanto sia una dimensione costitutiva e indispensabile della Chiesa, scelta di pensarsi insieme, nella vita, nel cammino per la gioia che vogliamo raggiunga tutti. Oggi ci sentiamo di nuovo a casa, qui nella casa di Colui che presiede nella carità, il Servo dei servi che ci ricorda che siamo qui solo per servizio e che ci guida con il suo magistero e con i suoi gesti, per amare e custodire l’unità della Chiesa nella comunione. Lo ringraziamo per l’attenzione paterna che sempre rivolge alle Chiese in Italia e Gli assicuriamo la nostra preghiera per la Sua salute. Si uniscono a noi i tanti compagni di strada che si sentono vicini a Lui”, continua ancora il Cardinale Zuppi.

Poi il presidente CEI nel suo discorso introduttivo torna a parlare della gioia. “La gioia cristiana che il Cammino sinodale ci ha concretamente illustrato è comunitaria, ecclesiale, non per élite di Chiesa, ma finalmente al plurale e per tutti. La seconda caratteristica della gioia sinodale mi pare di poterla scorgere già in quel documento del Vaticano II che non a caso porta il titolo di Gaudium et spes. Lì il Concilio illustrava una caratteristica fondamentale della Chiesa cattolica: l’attitudine positiva al dialogo con il mondo, franco, sereno, maturo, propositivo e, se necessario, critico, sempre audace per difendere il Signore e la persona”.

“Con questa Seconda Assemblea Sinodale chiudiamo la terza fase: quella della profezia. Dopo aver dedicato spazio a raccogliere suggestioni e a mettervi ordine, ci attendono scelte importanti, di stile ecclesiale e di merito. Sarebbe un tradimento dello spirito del Cammino sinodale pensare che tutto sia finalizzato a un mero cambio di strutture esterne. Tutti noi sappiamo che sono le persone a cambiare le strutture, e non viceversa. La vicenda stessa di Gesù e dei suoi discepoli ce lo insegna. Non ci sottrarremo certo alla responsabilità di cambiare le procedure, a livello diocesano, regionale e anche nazionale, se lo riterremo necessario: ma non perdiamo l’orizzonte spirituale entro cui ci muoviamo. Questo è il mio augurio: che alla fine di questa Seconda Assemblea sinodale delle Chiese che sono in Italia tutti insieme si possa dire che costruiamo comunità aperte, piene di Dio e di umanità. Adesso davvero la nostra gioia è piena non perché abbiamo tutte le risposte, ma perché siamo in cammino dietro a Gesù, forse più poveri ma più vicini tra noi e ai compagni di strada.”, sottolinea Zuppi.

Poi è intervenuto Monsignor Erio Castellucci, Presidente del Comitato Nazionale del Cammino sinodale che specifica il progetto. “Il libro delle Proposizioni, che abbiamo ora in mano, è un documento “di passaggio” verso il testo finale, che uscirà dalla prossima Assemblea della CEI di fine maggio. È importante comprendere bene il senso delle Proposizioni, perché un equivoco sul genere letterario rischierebbe di falsare il lavoro. Sono, appunto, “proposte”: non la raccolta di tutto quanto emerso nel percorso, che rimane a disposizione sia delle singole Chiese sia dei Vescovi, chiamati a dare forma definitiva alle decisioni sinodali. siamo qui per aiutare le Chiese in Italia ad essere – come ci chiese Papa Francesco al Convegno di Firenze – comunità umili, disinteressate e beate. L’intento è che ciascuno di noi offra al discernimento comune il proprio apporto tenendo conto dell’intero, avendo cioè a cuore la Chiesa e non solo le proprie idee. Discutere, quindi, confrontarsi anche su posizioni molto diverse, proporre e votare: ma con il cuore rivolto al tutto, con quel “sensus Ecclesiae” che è espressione matura del “sensus fidei”.

Dopo la presentazione delle modalità di lavoro, la sessione si conclude con la celebrazione del Vespro.

“La giornata di martedì 1° aprile, dopo la Messa celebrata nella Basilica di San Pietro, sarà dedicata alla discussione in assemblea e, nel pomeriggio al confronto sul testo (Hotel Ergife) nei gruppi di lavoro che proseguiranno anche nella mattinata di mercoledì 2 aprile. Alle 15.30 del 2 aprile, i partecipanti si ritroveranno in Aula Poalo VI da dove, dopo un momento di riflessione con alcune testimonianze, partirà il Pellegrinaggio Giubilare verso la Basilica di San Pietro: qui, dopo il passaggio della Porta Santa, alle 17.30 sarà celebrata la Messa. Giovedì 3 aprile, sarà presentato, votato e consegnato ai Vescovi il testo delle Proposizioni. La Celebrazione eucaristica nella Basilica di San Pietro alle 13 concluderà la Seconda Assemblea sinodale”, concludono dalla CEI.

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