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J. S. Bach, 340 anni e non li dimostra

Il musicista caro a Papa Benedetto XVI compie 340 anni. Il dialogo con Dio attraverso le note delle sue composizioni

J.S. Bach | J.S. Bach | Credit pd J.S. Bach | J.S. Bach | Credit pd

“Durante un concerto a Monaco di Baviera diretto da Leonard Bernstein, al termine dell'ultimo brano, una delle cantate di Bach, sentii, non per ragionamento, ma nel profondo del cuore, che ciò che avevo ascoltato mi aveva trasmesso verità, verità del sommo compositore, che mi spingeva a ringraziare Dio. Accanto a me c'era il vescovo luterano di Monaco e spontaneamente gli dissi: “Sentendo questo si capisce: è vera la fede così forte, e la bellezza che esprime irresistibilmente la presenza della verità di Dio”, così si esprimeva Papa Bendetto XVI sulla musica del noto compositore Johann Sebastian Bach. 

 

Fra le duecento cantate di Bach quella più cara a Papa Benedetto XVI, forse, era quella composta per la 27ª domenica dopo la Trinità, Wachet auf, ruft uns die Stimme BWV 140 , l'ultima prima dell'Avvento nell'anno liturgico luterano. Il Papa riteneva il compositore tedesco uno “splendido architetto della musica, con un uso ineguagliato del contrappunto, guidato da un tenace ésprit de géometrie, simbolo di ordine e di saggezza, riflesso di Dio”.

 

Un dialogo con Dio, dunque, quello che compone Bach. Un dialogo che porta l'ascoltatore a dialogare egli stesso con Dio. Lo si comprende dalla sua copiosa produzione musicale. Bach, in questo, faceva continui riferimenti al repertorio di melodie popolari sacre e profane tramandante dal Medioevo. Nel caso delle Passioni egli prese spunto dall'oratorio italiano. Di Passioni Bach ne compongono cinque: purtroppo, le uniche ad essere arrivate intatte sono solo: La Passione secondo Giovanni e La Passione secondo Matteo perché ereditate dal figlio Karl Philipp Emanuel, mentre le altre tre furono perdute dal figlio Wilhelm Friedemann.

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Oltre ad accompagnare con armonie fondamentali i canti sacri popolari conosciuti dalla gente, Bach scriveva vere e proprie cantate sacre, circa una a settimana, che accompagnavano la liturgia domenicale. Erano formati generalmente da un testo composto da diversi passi della Bibbia e da inni sacri in lingua tedesca. La composizione di cantate rientrava nei compiti dei musicisti responsabili della musica in chiesa (kapellmeister). E' importante notare come la produzione del compositore tedesco si sviluppò in un lungo lasso di tempo: inizia nel 1704 e si protrae fino al 1745. Un tempo che vede la produzione di ben 300 cantate che sarebbero in buona parte andate perdute. Ne restano però soltanto circa 200 accertate e alcune trascritte da allievi e musicisti che collaboravano con lui.

 

C'è un elemento che è importante oltremodo sottolineare. Molte delle Cantate di Bach sono come punto di riferimento la festa della Trinità. Ad esempio, possiamo trovare la "Cantata composta per la 1a, 2a, 3a, ecc. domenica dopo la Trinità". Un dato che fa comprendere quanto il compositore tedesco volesse entrare nel mistero di Dio: un ricercatore del Signore attraverso le note, così si potrebbe definire. E non è un caso, allora, che in tutte le partiture autografe troviamo una frase, posta quasi sempre alla fine dello spartito. Una frase che dice tutto:  Soli Deo Gloria . Per la sola Gloria di Dio: una sintesi della sua musica.