Città del Vaticano , domenica, 23. febbraio, 2025 9:44 (ACI Stampa).
E mentre ancora si è in ansia per le ultime notizie su Papa Francesco, questa domenica, a San Pietro, si celebra il Giubileo dei Diaconi. Una Messa presieduta in vece del Papa da Monsignor Rino Fisichella, Pro-Prefetto del Dicastero per l'Evangelizzazione, Sezione per le Questioni Fondamentali dell'Evangelizzazione nel Mondo. Con la celebrazione di oggi si è proceduto anche con l’ordinazione di 23 nuovi diaconi provenienti da tutto il mondo.
Dopo le Letture è stato proprio Monsignor Fisichella a leggere il testo dell’omelia preparata da Papa Francesco. Prima di farlo, il pensiero è andato al Pontefice: "Sentiamo Papa Francesco, benché in un letto di ospedale, lo sentiamo vicino a noi, presente in mezzo a noi". E chiede preghiera perché il "Signore lo assista nel momento della prova e della malattia".
Tema centrale dell’omelia consegnata è “gratuità. Un termine certamente caro a voi Diaconi, qui raccolti per la celebrazione del Giubileo”. E, poi, il testo fa riferimento a tre aspetti del servizio del Diaconato: il perdono, il servizio disinteressato e la comunione. La prima parola, il perdono che richiama all’annuncio del perdono che “è un compito essenziale del diacono. Esso è infatti elemento indispensabile per ogni cammino ecclesiale e condizione per ogni convivenza umana” perché “per crescere insieme, condividendo luci e ombre, successi e fallimenti gli uni degli altri, è necessario saper perdonare e chiedere perdono, riallacciando relazioni e non escludendo dal nostro amore nemmeno chi ci colpisce e tradisce”. Per il Papa viviamo un tempo in cui “per gli avversari c’è solo odio è un mondo senza speranza, senza futuro, destinato ad essere dilaniato da guerre, divisioni e vendette senza fine, come purtroppo vediamo anche oggi, a tanti livelli e in varie parti del mondo. Perdonare, allora, vuol dire preparare al futuro una casa accogliente, sicura, in noi e nelle nostre comunità. E il diacono, investito in prima persona di un ministero che lo porta verso le periferie del mondo, si impegna a vedere – e ad insegnare agli altri a vedere – in tutti, anche in chi sbaglia e fa soffrire, una sorella e un fratello feriti nell’anima, e perciò bisognosi più di chiunque di riconciliazione, di guida e di aiuto”.