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Al via il Giubileo dei Diaconi. Ma chi sono? Quale ruolo svolgono all'interno della Chiesa?

Il programma degli eventi e "l'identikit" del Diacono

Ordinazione di alcuni diaconi nella Diocesi di Roma | Ordinazione di alcuni diaconi nella Diocesi di Roma | Credit Vicariato di Roma Ordinazione di alcuni diaconi nella Diocesi di Roma | Ordinazione di alcuni diaconi nella Diocesi di Roma | Credit Vicariato di Roma

Un programma fitto di appuntamenti per questi tre giorni di Giubileo: è il Giubileo dei diaconi. Da oggi a domenica 23 febbraio , infatti, sono tante le iniziative che vedono coinvolte queste figure che all'interno della Chiesa svolgono un ruolo importante. Si inizia oggi, venerdì 21 febbraio, alle ore 15.30 con l'accoglienza in 12 chiese del Centro di Roma (e la recita comune dell'Ora Media); poi, dalle 16.00 alle 18.00 è in programma la Catechesi e la condivisione di esperienze dal titolo “Segni concreti di speranza nel ministero diaconale”. Domani, 22 febbraio, dalle 8 della mattina alle 17 del pomeriggio il pellegrinaggio alla Porta Santa di San Pietro, mentre nel frattempo all'Auditorium di Via della Conciliazione avverrà l'incontro Internazionale “Diaconi in una Chiesa Sinodale e Missionaria: per essere Testimoni di Speranza” all'Auditorium Conciliazione (A cura del Dicastero per il Clero); a seguire alle 18 una veglia di preghiera in Aula Paolo VI . Clou di tutto domenica prossima, alle 9, con la celebrazione di una Santa Messa nella Basilica Vaticana  con alcune ordinazioni diaconali. Per la Celebrazione eucaristica, Papa Francesco ha delegato Monsignor Rino Fisichella, Pro-Prefetto del  Dicastero per l'Evangelizzazione. 

Il Giubileo dedicato ai Diaconi richiamerà a Roma oltre sei mila pellegrini, provenienti da circa 100 Paesi del mondo. Tra questi, per citarne solo i più rappresentati, quasi 4mila diaconi permanenti, con i loro famigliari, provengono dall'Italia, 1300 dagli Stati Uniti, 656 dalla Francia, 350 dalla Spagna, 230 dal Brasile, 160 dalla Germania, 150 dal Messico. Poi numerosi gruppi arriveranno anche dalla Polonia, dalla Colombia, dal Regno Unito, Canada. Ci saranno anche rappresentanze provenienti da Paesi come Camerun, Nigeria, India, Indonesia,  Australia.

 

Ma cosa vuol dire essere diacono? Qual è la sua missione all'interno della Chiesa? Chi sono i diaconi? Cominciamo con l'etimologia della parola “diacono” che vuol dire “servitore” (dal greco diàkonos). Un servitore laico, s'intende, che vive il proprio ministero tra il suo stato laicale e appunto quello sacerdotale, in una certa maniera: bisogna ricordare che, anche se appartiene all'ordine ecclesiastico, il diacono non è un sacerdote. Ricordiamo, allora, la figura di uno dei Santi più famosi, San Francesco d'Assisi che volerà rimanere “diacono” e non voler mai accedere al sacerdozio. 

 

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Nodo storico fondamentale per comprendere la figura del diacono rimane il Concilio Vaticano II: specialmente si deve fare riferimento alla Costituzione dogmatica “Lumen Gentium”. In questo documento possiamo trovare, infatti, tutte le regole-leggi che regolano il diaconato. Nell'ambito del ministero ecclesiastico il diacono occupa il cosiddetto primo livello. Ricordiamo, allora, che nell'organizzazione della Chiesa vi sono tre livelli, tre gradi: il primo livello è il Diaconato, il secondo il Presbiteriato e il terzo l'Episcopato. I diaconi svolgono il loro servizio di ausilio ai presbiteri tanto che possono anche loro amministrare il Sacramento del Battesimo. Possono leggere la Parola di Dio in assemblea e hanno la possibilità di predicare la Sacra Scrittura. Il diacono è pure ministro ordinario dell'esposizione del Santissimo Sacramento e della benedizione eucaristica. Nel documento del Concilio Vaticano II troviamo questa definizione: “diaconia della liturgia, della predicazione e della carità”. E' sempre il Vescovo - come per i Presbiteri - a stabilire il mandato di un diacono. E ai Presbiteri (e ai Vescovi), il Diacono presta servizio durante la Messa: mansioni come il servizio al calice e al libro; Aiuta, ad esempio, nella distribuzione della Comunione. Inoltre, il diacono può celebrare il Sacramento del Battesimo. Nel rito latino, e solo con delega del sacerdote, può celebrare anche i matrimoni. Può benedire persone, luoghi e oggetti e amministrare i sacramentali in genere. Può prendere parte al Rito delle Esequie e portare il viatico ai moribondi. Nella parrocchia il Diacono dovrà impegnarsi in un continuo servizio di carità, educazione cristiana, animazione delle strutture pastorali. 



Fra le figure del diaconato, vi è quello del Diacono detto “permanente”. Ma cosa vuol dire “permanente”? E' una certa figura che, prima di tutto, deve affrontare un cammino di formazione sotto diversi aspetti: spirituale, umana e pastorale. Durante questo cammino, il Diacono deve studiare teologia e intanto prestare il proprio servizio presso le comunità parrocchiali. Il futuro Diacono prima di tutto deve essere ovviamente battezzato. Per accedere al servizio deve avere almeno 25 anni se è celibe, 35 se sposato. Infatti, mentre i candidati al diaconato transeunte devono essere rigorosamente celibi, i diaconi permanenti possono essere sposati al momento dell'ordinazione. Fondamentale, in questo caso, il consenso della moglie.