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Il Vescovo Salera: "La comunione non si costruisce sulla simpatia umana"

Sabato 15 febbraio Monsignor Daniela Salera si è insediato come nuovo Vescovo di Ivrea

Mons. Daniele Salera |  | Diocesi di Ivrea Mons. Daniele Salera | | Diocesi di Ivrea

Sabato 15 febbraio Monsignor Daniela Salera si è insediato come nuovo Vescovo di Ivrea. Già ausiliare di Roma, era stato nominato da Papa Francesco il 16 dicembre scorso, succedendo al vescovo Edoardo Aldo Cerrato, dimissionario per raggiunti limiti di età.

La Scrittura più volte mostra come il popolo credente e coloro a cui il Signore ha affidato una missione – ha detto il nuovo Vescovo di Ivrea nell’omelia - siano stati invitati a fidarsi. Nel Nuovo Testamento questo riporre la propria fiducia nel Signore è passato, prima dai rimproveri che Gesù ha rivolto agli apostoli, poi dai patimenti cui la Provvidenza divina li ha sottoposti. Questo doppio movimento ci provoca ad una conversione dell’intelletto e della volontà che si compone di due passaggi congiunti: riporre la nostra fiducia in ciò che Dio dice a noi, significherà anzitutto divenire via via più capaci di comprendere la  Parola ed in secondo, sceglierla come àncora per non farsi portar via dalle correnti, luce per affrontare anche la tenebra più oscura, traccia per un sentiero che porta alla vetta”.

“A questo punto – ha aggiunto Monsignor Salera – la Parola può divenire la mia roccia, il mio scudo, e dunque posso sceglierla come unico segnale da seguire, addirittura credendo che essa mi offra una verità molto più vera di quelle verità che la mia mente, i miei affetti, i miei ricordi e i miei schemi mi hanno offerto finora. Così ripongo la mia fiducia in Dio e non più in me, come gli apostoli che si sono fidati e hanno lasciato tutto per seguirlo”.

“La nostra partecipazione all’opera redentiva del Cristo – ha detto ancora - ha bisogno che si depotenzi la nostra potenza perché effettivamente possiamo   andare dietro a Lui e non stargli davanti. Noi torneremo a porre in noi stessi o nei surrogati delle nostre certezze la nostra fiducia se non accettassimo di avere, non una volta ma stabilmente un tesoro in vasi di creta: accettare pian piano – ma liberamente – di diventare piccoli, di abbandonare il desiderio di onnipotenza, attraverso tutto ciò che nella vita ci destabilizza”.

Parlando poi del ministero episcopale, Monsignor Salera ha ricordato l’importanza della comunione che “non si costruisce sulla simpatia umana o sulle affinità naturali, ma sul sacramento dell’Ordine, sul comune ascolto della Parola, sull’intercessione reciproca, sulla celebrazione eucaristica”.

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