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Un nuovo Vescovo per Grosseto e Pitigliano-Sovana-Orbetello che restano unite in persona episcopi

E' Monsignor Bernardino Giordano, finora sacerdote fidei donum presso la Prelatura territoriale di Loreto e Vicario Generale della Delegazione Pontificia per il Santuario

Mons. Bernardino Giordano |  | Diocesi di Grosetto Mons. Bernardino Giordano | | Diocesi di Grosetto

Papa Francesco stamane ha nominato Monsignor Bernardino Giordano nuovo vescovo delle diocesi di Grosseto e di Pitigliano-Sovana-Orbetello, che restano unite in persona Episcopi. Succede a Monsignor Gianni Roncari, O.F.M. Cap., che ha rinunciato per raggiunti limiti di età.

Monsignor Giordano, originario della diocesi di Saluzzo, era finora sacerdote fidei donum presso la Prelatura territoriale di Loreto e Vicario Generale della Delegazione Pontificia per il Santuario.

Nato il 23 marzo 1970 a Torino, ha conseguito la Laurea in Economia presso l’Università degli Studi di Torino. Entrato nel Seminario Diocesano di Saluzzo, è stato ordinato sacerdote il 15 dicembre 2001. A Roma ha conseguito il dottorato in Teologia Morale presso la Pontificia Accademia Alfonsiana.

Nel corso degli anni a Saluzzo è stato Cancelliere Vescoville, Direttore del Centro Diocesano Vocazioni e Responsabile dell’Ufficio Diocesano di Pastorale della Famiglia e parroco. In ambito CEI è stato assistente del Direttore dell'Ufficio Nazionale Pastorale Familiare della Conferenza Episcopale Italiana e collaboratore presso la Segreteria Generale.

Dal 2018 è sacerdote fidei donum presso la Prelatura territoriale di Loreto e dall’anno successivo Vicario Generale della Delegazione Pontificia, Membro del Consiglio di Amministrazione e Responsabile della Pastorale Familiare del Santuario.

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“Sono arrivato a Loreto sei anni fa e non conoscevo nessuno. La visita del Papa – ha detto il Vescovo eletto parlando a Loreto al momento dell’annuncio della nomina - mi ha aiutato a conoscere tutti, nel giro di tre o quattro mesi hai conosciuto tutti perché ho avuto a che fare con le diverse realtà. Poi questo incarico come vicario generale mi ha aiutato a entrare nel vivo della realtà del Santuario: ci sono questi aspetti gestionali, amministrativi, ma anche pastorali, ecclesiali. Il Santuario è una realtà viva, ci passa tanta gente ma non è per passare ma per incontrare qualcuno. La mia fortuna è stata quella di non lavorare da solo, perchè c'era una squadra dietro. C'era una squadra questo ha aiutato. Quello che forse dobbiamo ricordare è come sacerdoti, vescovi, religiosi o sposi l'obiettivo è fare incontrare il Signore”.