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Giornata dei Nonni, parla il parroco della chiesa romana dedicata al nonno di Gesù

La quarta Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, in calendario domenica 28 luglio, sarà celebrata a Roma con la Messa celebrata alle ore 11 nella parrocchia di san Gioacchino in Prati.

Padre Piotr Sulkowski, CSSR |  | Parrocchia San Gioacchino in Prati Padre Piotr Sulkowski, CSSR | | Parrocchia San Gioacchino in Prati

La quarta Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, in calendario domenica 28 luglio, dedicata al tema “Nella vecchiaia non abbandonarmi”, sarà celebrata a Roma con la Messa alle ore 11 nella parrocchia di san Gioacchino in Prati. La celebrazione avrà luogo alle ore 11 e sarà anche trasmessa in diretta su Rai Uno. Ad officiare il rito il Vescovo ausiliare di Roma Monsignor Dario Gervasi. Per parlarci di questa iniziativa e del significato della giornata ACI Stampa ha incontraro il parroco di San Gioacchino, Padre Piotr Sulkowski, della Congregazione del Santissimo Redentore.

Non è la prima volta che il Vicariato mi ha chiesto di valorizzare la Giornata Mondiale degli anziani e dei nonni, dato che la mia chiesa è dedicata al patrono dei nonni. Quest’anno la domanda è partita dall’Ufficio diocesano per la pastorale degli anziani e dei malati in collaborazione con il Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita. Sono rimasto molto contento di questa richiesta e subito ho dato la mia disponibilità nella preparazione dell’evento. Nel mio quartiere ci sono tante persone sole e anziane e questa celebrazione ci permette di ricordare e di pregare per l’intercessione dei Santi Gioacchino e Anna - per tutte le persone fragili e bisognose della nostra attenzione. Per prepararsi bene a questa Giornata ci siamo serviti del materiale preparato dal Dicastero. Abbiamo distribuito il Messaggio di Papa Francesco in cui si riflette sul tema della solitudine tratto dal Salmo 71: “Nella vecchiaia non abbandonarmi”.

Che senso ha oggi questa celebrazione? 

Il senso di questa Giornata è ben descritto dal vescovo Dario Gervasi, delegato diocesano per l’Ambito della cura delle età e della vita. Nella sua lettera d’invito ricorda che la finalità è quella di diffondere una più profonda attenzione nei confronti delle persone anziane e una riflessione sulla figura e l’importanza dei nonni nella nostra società. Lo stesso papa Francesco ha voluto dedicare questo speciale giorno agli anziani per offrire una parola di consolazione, per far sentire la vicinanza della Chiesa, ma soprattutto per dire a tutti noi che la vocazione degli anziani è quella di “custodire le radici, trasmettere la fede ai giovani e prendersi cura dei piccoli”.

La sua parrocchia è dedicata al padre della Vergine Maria, al nonno di Gesù... 

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E forse l'abbiamo dimenticato, ma l’istituzione della Giornata Mondiale degli anziani e dei nonni ci ha permesso di riscoprire la meravigliosa figura di San Gioacchino. Ogni anno in occasione della festa patronale organizziamo il triduo di preparazione riflettendo sul nostro santo patrono. È papà di Maria, quindi è nonno di Gesù. Su tante icone e quadri che rappresentano i santi Gioacchino e Anna, l’arte li ritrae in modo del tutto singolare. Appaiono mentre circondano amorevolmente la loro piccola Maria. Non è difficile allora immaginarli circondare con lo stesso amore il “nipotino” Gesù. Noi come parrocchia ci sentiamo privilegiati, e non nascondo che celebriamo questa Giornata con sentimenti di gratitudine e di riconoscenza verso tutti i nonni e le persone anziane che sono un dono prezioso per tutta la società e la chiesa. Quando il Papa ha scritto il suo primo messaggio il mondo era ancora segnato dalla pandemia. Mi ricordo un intervento di un parlamentare che parlando della sofferenza della città di Bergamo, fortemente toccata dalla pandemia, ha detto piangendo che “non abbiamo più nonni”. Ho pensato a tanti anziani e nonni che negli ultimi anni ci hanno lasciato, che sono rimasti a lungo in isolamento, che sono morti senza la presenza dei propri cari. Così si siamo resi conto di quanto fossero preziosi. Questo evento ci fa pensare ai nostri nonni, alla loro preziosa presenza, alla ricchezza che possono portare nella vita delle nostre famiglie e nella vita dei nipoti. Certo non è facile essere anziani e portare la croce della sofferenza e della stanchezza. Apprezzo tanto le persone che nonostante la fragilità si sforzano per venire in chiesa, trovano le forze per partecipare alla vita della comunità e si mettono a disposizione e a servizio di tante famiglie.

Lei è un redentorista e il suo fondatore S. Alfonso è stato uno zelante promotore di carità. Un elemento che nella cultura di oggi manca soprattutto nei confronti degli anziani, che ormai rientrano nella cultura dello scarto di cui ci parla il Papa...

S. Alfonso visse 91 anni e anche nella vecchiaia fu uno scrittore fecondo. Non ha mai voluto perdere neanche un minuto nella sua vita per cercare di salvare le anime. È vero che nella odierna cultura dello scarto di cui così tanto parla papa Francesco gli anziani potrebbero essere trascurati e poco valorizzati, mentre sono per tutti noi portatori di sogni e di speranze. Se dovessi sottolineare un solo elemento che mi colpisce nella vita dei nostri anziani e di cui sono sempre colpito è quella della memoria. Gli anziani sono custodi della memoria. Sono affascinato dalle persone che in questi anni si sono messe alla ricerca delle radici e cercano di scavare nell’albero genealogico. Girano dappertutto per scoprire la vita dei nonni, dei bisnonni. È triste non sapere da chi proveniamo e quali sono state vicende delle nostre famiglie. È quanto è bello quando un giovane si siede accanto a suo nonno per ascoltare la storia della sua vita. In quel momento il fervore e la creatività giovanile unita alla saggezza dei grandi e alla loro pazienza possano trasformare ogni sogno in realtà. Il famoso testo del profeta Gioele dice: “i vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni”. Mi ha fatto tanto pensare questa frase e mi sono detto che la vecchiaia inizia nel momento in cui smettiamo di sognare. Quanto non abbiamo più nessun progetto, nessuno sogno da raccontare e da portare avanti. Per questo motivo nel mondo di oggi dobbiamo essere riconoscenti nei confronti dei nostri nonni e degli anziani.