Verona , sabato, 18. maggio, 2024 13:30 (ACI Stampa).
Nella sua visita pastorale a Verona il Papa non ha mancato di fare visita ai carcerati reclusi nella Casa Circondariale di Montorio.
“Per me entrare in un carcere – ha detto il Papa nel suo saluto ai detenuti - è sempre un momento importante, perché il carcere è un luogo di grande umanità. Di umanità provata, talvolta affaticata da difficoltà, sensi di colpa, giudizi, incomprensioni e sofferenze, ma nello stesso tempo carica di forza, di desiderio di perdono, di voglia di riscatto”.
Qui – ha sottolineato – “è presente oggi il volto di Cristo, il volto del Dio della misericordia e del perdono. Conosciamo la situazione delle carceri, spesso sovraffollate, con conseguenti tensioni e fatiche. Per questo voglio dirvi che vi sono vicino, e rinnovo l’appello, specialmente a quanti possono agire in questo ambito, affinché si continui a lavorare per il miglioramento della vita
carceraria”.
Il Papa ha denunciato poi la tragedia dei suicidi in carcere: “un atto triste, questo, a cui solo una disperazione e un dolore insostenibili possono portare. Perciò, mentre mi unisco nella preghiera alle famiglie e a tutti voi, voglio invitarvi a non cedere allo sconforto, guardate la porta come la porta della speranza. La vita è sempre degna di essere vissuta, e c’è sempre speranza per il futuro, anche quando tutto sembra spegnersi. La nostra esistenza, quella di ciascuno di noi, è importante, è un dono unico per noi e per gli altri, per tutti, e soprattutto per Dio, che mai ci abbandona. Con Lui al nostro fianco, possiamo vincere la disperazione, e vivere ogni istante come il tempo opportuno per ricominciare”.