“E infatti siete venuti qui da tutto il mondo, proprio come tanti fratelli che si incontrano in una grande casa. È la grande casa che ci ha donato Gesù. Vorrei poter accogliere così tutti voi, uno per uno, ma siete in tanti, e allora mi rivolgo a tutti insieme, la vostra età è meravigliosa. Pensiamo a tanti bambini che stanno soffrendo, per la fame, la guerra, la povertà, voi sapete che c’è gente cattiva, che fa la guerra, voi volete aiutare? Cari bambini, la vostra presenza qui è un segno che arriva dritto al cuore di tutti noi adulti”, continua il Papa nel suo discorso.
Poi il Pontefice passa subito alle domande dei piccoli. Un vero e proprio dialogo tra i bambini di tutto il mondo e il Pontefice. “Possiamo salvare la Terra?”, chiede una bambina di 9 anni. “Si perché voi siete semplici e capite che distruggere la Terra è distruggere noi. La Terra ci dà ossigeno, acqua, tutto”, risponde il Papa.
E ancora una dodicenne, Raina, che viene dalla Palestina, chiede al Papa se tornerà mai più la pace. “La guerra è già scoppiata in tutto il mondo, è nel Sud dell’Africa, nel Congo, nel Mozambico…Noi stiamo vivendo una guerra brutta, la guerra ci toglie la pace, lavorare per la pace, diciamolo insieme a bassa voce, lavoriamo per la pace”, questa è la risposta di Francesco.
Poi Massimo, dieci anni, italiano che viene da Roma, chiede al Papa cosa sogna la notte. “Io non so cosa sogno perché dormo, alcune volte mi viene qualche sogno di quando ero giovane o bambino, ma la maggior parte dormo, ma sognare è bello”, risponde divertito il Papa.
Poi c’è Ivan dall’Ucraina, che domanda a Francesco come fare la pace. “Una domanda difficile, la guerra si fa con l’odio, con la vendetta, la sua terra è in guerra, pensiamo in silenzio come si fa la pace. Non c’è un metodo per imparare a fare la pace, c’è un gesto, la mano si fa con la mano tesa, sempre cercando di coinvolgere le altre persone, salutando gli amici, ricevendo tutti a casa”, dice forte Papa Francesco.
Poi una bambina dal Vietnam chiede perché i grandi dovrebbero ascoltare i bambini. “Voi dovete dire le cose come le vedete, la vostra voce è necessaria, la voce dei bambini è necessaria”, risponde così il Papa chiamando i piccoli “messaggeri di pace”.
Un bambino della Siria chiede perché vengano i bambini durante la guerra e perché nessuno li difenda. “Questo fa vedere la cattiveria della guerra, questa è una crudeltà, adesso vi farò una proposta, facciamo un piccolo momento di silenzio pensando a tanti bambini uccisi, è brutto, un’ingiustizia…”, dice rattristato il Papa.
“Chi sono i tuoi amici?”, le chiede una piccola dal Perù. “I miei amici sono quelli che vivono con me a casa, poi ho qualche Cardinale amico pure, io ho la grazia di avere amici, perché la persona che non ha amici è una persona triste”, confida il Pontefice.
“La cosa più importante della tua vita?”, reclama un altro. “Anche questo incontro con voi è importante, pensiamo sempre ai momenti più felici della vita”, la risposta puntuale del Papa. “Mi arrabbio, ma non mordo, quando sono arrabbiato prima di rispondere bevo un bicchiere di acqua”, dice Papa Francesco rispondendo ad un’altra domanda sulla rabbia.
Poi la domanda sul cambiamento climatico. “Fa così caldo ancora perché le persone non custodiscono il Creato, la Natura e questa si ribella. Non sporchiamo la natura. Sono molto preoccupato perché pensate che al polo Nord i ghiacci sono sciolti, pensate che i mari stanno salendo, pensate che la fauna e i pesci nel mare sono rovinati perché buttiamo tante cose al mare, tutti noi dobbiamo essere preoccupati per la natura”, ribadisce il Papa.
L’ultima domanda è su come passa la giornata Papa Francesco. “Io lavoro, c’è tanto lavoro qui, sistemo le cose, penso a come andare avanti, io mi alzo presto, prego e lavoro, il lavoro è una cosa bella, perché chi non lavora non è una persona buona, lavorare è salute”, confida il Papa.
“Abbiamo parlato di tante cose belle, ma la cosa più bella è la pace. Diamoci la mano l’un l’altro e ci salutiamo”. E così i bambini si uniscono mano nella mano con Papa Francesco. Così un forte segnale e abbraccio di pace per il mondo intero.
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Dietro a questo evento una specifica organizzazione. I giovanissimi sono giunti a San Pietro a bordo di 63 bus speciali di cui 30 di Busitalia e 8 treni straordinari messi a disposizione dal Gruppo FS Italiane. L’incontro è patrocinato dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione e organizzato in sinergia con Comunità di Sant'Egidio, Cooperativa Auxilium, Trenitalia e Busitalia (società del Gruppo FS Italiane), Uffici Scolastici Regionali e con il sostegno del mondo francescano, della Fondazione PerugiAssisi e della Federazione Italiana Giuoco Calcio.