Managua , giovedì, 24. agosto, 2023 12:30 (ACI Stampa).
La Chiesa cattolica in Nicaragua continua a vivere una dura realtà segnata da persecuzioni, prigionia ed esilio, una storia che risale a diversi decenni fa, ma che si è intensificata negli ultimi anni con le azioni della dittatura di sinistra di Daniel Ortega.
Un articolo pubblicato sull'agenzia ACI Prensa ripercorre la storia della dittatura in Nicaragua e sottolinea sei cose da sapere per conoscere al meglio qual è la situazione della Chieca cattolica.
Ortega è un vecchio personaggio della storia nicaraguense. Membro dell'ex Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale (FSLN), ha governato il paese tra il 1985 e il 1990 ed è salito al potere per la seconda volta nel 2007. Da allora è rimasto alla presidenza con elezioni considerate dubbie, e ha usato qualsiasi risorsa per farlo, come la persecuzione degli oppositori e la pressione sulla Chiesa.
La dittatura nicaraguense non ha esitato a espellere suore, chiudere i media cattolici, sequestrare istituzioni ed edifici ecclesiastici, appropriarsi di denaro che aiuta le opere della Chiesa, e mandare sacerdoti e vescovi in esilio o in prigione.
Un altro evento che ha segnato la vita della Chiesa negli ultimi anni è stato l'attacco incendiario del 31 luglio 2020 contro l'immagine storica del Sangue di Cristo, un crocifisso che si trovava nella Cattedrale di Managua.
Il deterioramento delle relazioni del Nicaragua con il Vaticano. Una delle prime cose da tenere a mente è il deterioramento delle relazioni diplomatiche tra il Nicaragua e lo Stato del Vaticano, che si è visto arrivare da quando nel luglio 2018 simpatizzanti del governo e folle hanno attaccato il nunzio apostolico Mons. Waldemar Sommertag, il cardinale Leopoldo Brenes e monsignor Silvio Báez durante una visita alla città di Diriamba. Il declino è continuato con l'espulsione del vescovo Sommertag nel marzo 2022 e la richiesta del governo nicaraguense di chiudere la nunziatura apostolica a Managua.
"La chiusura della sede diplomatica della Santa Sede è avvenuta a seguito di una richiesta del governo nicaraguense il 10 marzo 2023", ha riferito Vatican News il giorno successivo.
Giorni prima, Papa Francesco aveva duramente criticato Daniel Ortega e paragonato il suo regime alle dittature "rudi" del primo Novecento.
In quella stessa occasione, il Santo Padre si è anche rammaricato che Mons. Rolando Alvarez, Vescovo di Matagalpa, sia finito "in prigione", e lo ha descritto come un "uomo molto serio, molto capace" che "ha voluto testimoniare e non ha accettato l'esilio".