Città del Vaticano , martedì, 22. agosto, 2023 14:00 (ACI Stampa).
Dal 1965, data della pubblicazione di Apostolica Sollicitudo, al 6 agosto 1978, giorno in cui morì, Papa Paolo VI ha presieduto quattro assemblee ordinarie ed una straordinaria del Sinodo dei Vescovi.
Occorre premettere che esistono tre forme diverse per lo svolgimento del Sinodo: l’assemblea generale ordinaria che solitamente si occupa di uno o più temi di carattere generale; l’assemblea generale straordinaria che discute di uno o più temi urgenti a carattere generale; l’assemblea speciale che prevede la partecipazione dei vescovi appartenenti ad una specifica area geografica che discute di argomenti relativi a quella determinata area geografica.
La prima assemblea ordinaria del Sinodo dei Vescovi venne convocata da Paolo VI dal 29 settembre al 29 ottobre 1967 e fu dedicata al tema: “La preservazione e il rafforzamento della fede cattolica, la sua integrità, il suo vigore, il suo sviluppo, la sua coerenza dottrinale e storica”. Il Papa scelse quali Presidenti Delegati i Cardinali Pericle Felici, già Segretario generale della Commissione per il Coordinamento del lavoro conciliare; Michael Browne, già Maestro Generale dell’Ordine dei Frati Predicatori; Gabriel Marie Garrone, Prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica; Paolo Marella, Presidente del Segretariato per i Non-Cristiani; Giacomo Lercaro, Arcivescovo metropolita di Bologna e Presidente del Consiglio per l’attuazione della riforma liturgica.
Dall’11 al 28 ottobre 1969 Paolo VI presiede la I Assemblea generale straordinaria del Sinodo, dedicata a “Le Conferenze Episcopali e la collegialità dei vescovi”, anticipando di quasi 50 anni un tema molto caro a Papa Francesco. Nell’omelia inaugurale il Papa invitava i vescovi a lavorare secondo la carità e l’unità. Collegialità tuttavia – precisava Paolo VI – non significa “che il governo della Chiesa deve assumere gli aspetti e le norme dei regimi temporali, oggi guidati da istituzioni democratiche, talvolta eccessive, ovvero da forme totalitarie contrarie alla dignità dell’uomo che vi è soggetto: il governo della Chiesa ha una sua forma originale che mira a riflettere nelle sue espressioni la sapienza e la volontà del suo divino Fondatore”.
Dal 30 settembre al 6 novembre 1971 Paolo VI riunì i vescovi per la seconda assemblea generale ordinaria, dedicata al tema “Il sacerdozio ministeriale e la giustizia nel mondo”. Quali presidenti delegati vennero designati i Cardinali Leon Etienne Duval, Arcivescovo metropolita di Algeri; Pablo Munoz Vega, Arcivescovo metropolita di Quito; John Joseph Wright, Prefetto della Congregazione per il Clero. Ai padri sinodali, aprendo i lavori, Paolo VI ricordava che al Sinodo non avrebbero parlato a titolo personale, bensì come “voce qualificata della vostra Chiesa per tutta la Chiesa”.