Carpi , domenica, 26. febbraio, 2023 10:00 (ACI Stampa).
La Quaresima è tempo di preparazione alla solenne festa della nostra Redenzione, la Pasqua. Perché questa preparazione possa portare frutti la Chiesa ci chiede di entrare per quaranta giorni con Gesù nel deserto, per imparare ad amare oltre ai nostri corpi anche le nostre anime. L’esperienza di Cristo, tentato nel deserto dal diavolo, ci porta a riconoscere che la vita cristiana è una lotta. In noi, sebbene già figli di Dio in forza del Battesimo, è presente non solo il bene, ma anche uno spirito cattivo che desidera la nostra rovina e per conseguire il suo fine fa di tutto per portarci lontano da Dio, che è la vita vera. Ebbene, in questo tempo di Quaresima siamo invitati a lasciarci “trovare” dal Signore, dal quale ci siamo allontanati e nascosti, e permettergli di prendersi cura di noi e della nostra salvezza, che è il fine per il quale siamo al mondo.
Sant’Ignazio di Loyola propone un esercizio pratico per aiutarci ad incontrare il Signore e a gioire della sua amicizia. Suggerisce di richiamare alla nostra memoria tutti i peccati della nostra vita per percepirne la bruttura e la cattiveria e considerare Dio contro il quale si è peccato. Non si tratta di un esercizio per fare sorgere in noi sensi di colpa, incubi, depressione, ma per aiutarci a riconoscere, da una parte, la nostra fragilità e povertà e dall’altra che le strade proposte dal diavolo appaiono inizialmente più allettanti di quelle di Cristo, ma in realtà conducono alla rovina e alla solitudine. E’ per questo motivo che nel tempo della Quaresima noi sentiremo ripetere una parola che sentiamo molto strana e lontana: “Conversione”.
Per aiutarci a comprenderne il valore possiamo fare riferimento all’esperienza umana. Tutti abbiamo sperimentato la solitudine in cui si cade quando si rompe un’amicizia che era sorgente di gioia e di ricchezza interiore. Ebbene, “conversione” significa ritornare da Qualcuno, nel nostro caso il Signore Gesù, dal quale ci siamo allontanati, credendo di trovare lontano da Lui più gioia, più amore, più consolazione. Abbiamo, invece, trovato delusione e amarezze. Il Signore, ci invita a ritornare a Lui, perchè non smette lai di aspettarci e di amarci, in quanto Lui non divorzia mai da noi.
Per ritornare al Signore è necessaria una disposizione interiore particolare che Gesù nel Vangelo riassume con le parole “diventare bambini”. Il bambino è colui che si affida senza riserve nelle mani dei propri genitori perché sa, istintivamente, il loro amore per lui. Diventare bambini, in senso evangelico, significa credere all’amore di Dio per noi e affidarci a Lui con la consapevolezza che Egli vuole il nostro bene e desidera la nostra vera felicità, in maniera assoluta.