Città del Vaticano , martedì, 17. novembre, 2015 19:18 (ACI Stampa).
“Recognitio” per le Porte Sante in vista del prossimo Giubileo Straordinario della Misericordia. Oggi pomeriggio il rito si è svolto nella Basilica Vaticana, presieduto dal Cardinale Arciprete Angelo Comastri. Ieri pomeriggio era avvenuto nella Basilica di San Giovanni in Laterano, presieduto dal Cardinale Vicario per la Diocesi di Roma, Agostino Vallini.
Il rito nella Basilica Vaticana è stato raccontato da padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede: “Dopo una preghiera del cardinale arciprete Angelo Comastri, che ha guidato la processione del Capitolo della Basilica, e la monizione di un cerimoniere, quattro ‘sampietrini’ hanno forato a colpi di piccone il muro che sigilla la Porta Santa all'interno della Basilica, estraendo la cassetta metallica custodita dal momento della chiusura del Grande Giubileo dell'Anno duemila e contenente i ‘documenti’ dell'ultimo Anno Santo, tra cui la chiave che consentirà di aprire la Porta santa, le maniglie, oltre alla pergamena del rogito, mattoni e medaglie commemorative”.
“Dopo aver pregato all'altare della Confessione – prosegue la nota -, il corteo processionale ha raggiunto la Sala capitolare dove la cassetta metallica estratta dalla porta è stata aperta con la fiamma ossidrica”.
Ai due momenti hanno partecipato Mons. Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, cui Papa Francesco ha demandato l’organizzazione del prossimo anno giubilare, Mons. Guido Marini, Maestro delle Celebrazioni liturgiche pontificie, che “ha ‘preso in consegna’ i documenti e gli oggetti della Recognitio”, i rispettivi capitoli e diversi fedeli.
Nella sua semplicità, la “Recognitio” è il primo atto giuridico formale in vista dell’anno giubilare. Si tratta di una vera e propria smuratura della parte interna della Porta Santa – svolta dagli operai dei Servizi Tecnici del Governatorato dello Stato Città del Vaticano – per verificare i sigilli e l’integrità dell’urna posta all’interno della Porta al momento della chiusura del precedente Giubileo. Fino a tarda sera gli operai hanno lavorato per togliere i mattoni che recavano il nome del Papa “regnante” nel corso dell’ultimo Anno Santo del 2000, Giovanni Paolo II.