Città del Vaticano , domenica, 30. gennaio, 2022 12:14 (ACI Stampa).
“Nessuno è profeta in patria”. È una constatazione amara, quella di Gesù, di fronte all’ostilità che trova di fronte alla sua prima predicazione davanti alla sua gente. Ma anche il segno che “quell’insuccesso non era del tutto inaspettato”, dice Papa Francesco. Che poi ricorda: Gesù segue la via dei profeti, “si presenta come non ce l’aspetteremmo”.
Un po’ nuvoloso, il cielo di Roma, in un inverno che però in questi giorni si presenta mite. Il Vangelo del giorno è quello di Gesù che predica nella sinagoga di Nazareth. Gli chiedono un miracolo, perché vogliono una prova che Gesù sia davvero il Messia, dato che lo conoscono già, sanno chi è. Gesù non accetta il ricatto, e allora loro tentano di ucciderlo. E Gesù, al termine di tutto, commenterà che “nessuno è profeta in patria”.
Papa Francesco commenta che Gesù aveva “messo in conto il rifiuto”, eppure era andato lo stesso, perché Dio “davanti alle nostre chiusure, non si tira indietro: non mette i freni al suo amore”. È come, aggiunge il Papa, “quei genitori che sono consapevoli dell’ingratitudine dei figli, ma non per questo smettono di amarli e di fare loro del bene. Dio è così, ma a un livello molto più alto”.
Per Papa Francesco, però, quell’ostilità è anche un monito per noi: sappiamo essere accoglienti? Gesù propone due modelli di accoglienza. Quello della vedova di Sarepta di Sidone, che accoglie il profeta Elia e gli offre da mangiare nonostante la carestia. L’altro è quello di Naaman, il siro, che nonostante fosse ricco e importante accettò la richiesta di Eliseo di umiliarsi e a bagnarsi per sette volte in un fiume. Sono due accoglienze, dice Papa Francesco, entrambe caratterizzate da delle prove. Entrambi accolsero con “disponibilità e umiltà”, perché sia la vedova che Naaman “non hanno rifiutato la via di Dio e dei suoi profeti: sono stati docili, non rigidi e chiusi”.
Come i profeti, chiosa Papa Francesco, Gesù “percorre la via dei profeti” e si “presenta come non ce lo aspetteremmo”. Per questo, “non lo trova chi cerca miracoli, sensazioni nuove, una fede fatta di potenza e segni esteriori”, ma lo trova piuttosto “chi accetta le sue vie e le sue sfide, senza lamentele, senza sospetti, senza critiche e musi lunghi”.