Ariccia (RM) , venerdì, 6. marzo, 2020 16:00 (ACI Stampa).
Secondo quanto diffuso da Vatican News, il padre gesuita invita a prendere in esame il capitolo 32 dell’Esodo, versetti 7-14, ribadendo che il peccato “è conosciuto solo veramente nella preghiera, nell’incontro faccia a faccia con il Signore”: è “guardando il volto di Dio”, è “ascoltando la sua voce” che si comprende “la gravità del peccato”, come atto “contro Dio” e contro gli “altri”.
"La presenza di Dio" è stato il tema affrontato dal segretario della Pontificia commissione biblica a chiusura di questo itinerario settimanale che era iniziato nel pomeriggio di domenica scorsa, 1° marzo. Ispirandosi a letture tratte dal capitolo 33 del libro dell’Esodo, dal Vangelo di Matteo e dal salmo 90, il predicatore ha esordito sottolineando che il Signore è presente nella nostra vita, è l’Emmanuele per noi, e ci accompagna nel nostro cammino".
"In un tempo di cambiamenti, di difficoltà, di incertezze come quello odierno — ha concluso il predicatore — è quanto mai necessario saper trovare la via adatta a ciò che Dio vuole oggi. Con una certezza: che la via giusta è quella tracciata dai comandamenti, che sono come pietre miliari, delineano il sentiero, illuminano il percorso, proprio come Mosè che ha ricevuto la Torah, l’ha anche scritta, poi l’ha comunicata e spiegata al popolo dopo essere stato ripetutamente all’ascolto del Signore sulla santa montagna".