Aveva compiuto 86 anni il 4 marzo scorso il Cardinale William Henry Keeler - Arcivescovo emerito di Baltimora - morto oggi nella città americana. Era nato a San Antonio, in Texas, il 4 marzo 1931.
Si arriva oggi sulla Via Sacra della antica Roma, quella che portava al Campidoglio e che veniva percorsa dagli ospiti di riguardo. In questo giovedì San Gregorio Magno indicava la "mezza quaresima" e invitava i fedeli a venerare i due santi martiri e medici bizantini che gratuitamente curavano i poveri.
Monsignor Nunzio Galantino, Segretario Generale della CEI, ha illustrato stamane l’esito dei lavori del Consiglio Episcopale permanente riunitosi nei giorni scorsi per l’ultima volta sotto la presidenza del Cardinale Angelo Bagnasco che lascerà la guida dei Vescovi italiani al termine dell’Assemblea Generale di maggio che si terrà come di consueto in Vaticano e che sarà aperta personalmente da Papa Francesco. La terna di nomi per la successione al Cardinale Bagnasco sarà presentata al Pontefice in Assemblea Generale. Poi sarà Francesco a scegliere. Ci sarà una votazione segreta e si potrà scegliere tra tutti i Vescovi residenziali in Italia. Si voterà già dal secondo giorno di Assemblea.
Una statuetta di legno che rappresenta la saggezza degli anziani, la memoria preziosa. E un ramoscello di ulivo che simboleggia la pace, un cammino di fratellanza. Sono i doni che si sono scambiati Papa Francesco e il Presidente della Repubblica del Camerun, Paul Biya. Un incontro privato al Palazzo Apostolico, durato 20 minuti, con interprete francese-italiano.
Francisco e Giacinta Marto, i due pastorelli di Fatima che con suor Lucia ebbero le apparizioni della Madonna, saranno santi. Il Papa ha autorizzato il riconoscimento dei miracoli attribuiti alla loro intercessione. Con tutte le probabilità, la data della canonizzazione sarà decisa in un concistoro che si terrà ad aprile. E, quasi sicuramente, la data della canonizzazione sarà il 13 maggio, anniversario delle apparizioni, e sarà celebrata da Papa Francesco direttamente a Fatima.
Un telegramma del Segretario di Stato a nome del Papa, per esprimere cordoglio per l'attentato di Londra.
“Ascoltiamo la parola di Dio o induriamo il cuore?” È la domanda che si pone Papa Francesco, al termine dell’omelia del mattino alla Domus Sanctae Marthae, riportata da Radio Vaticana. Lo spunto è dato dalla prima lettura, tratta dal profeta Geremia.
Partiranno domattina in pullmino dal loro hotel nei pressi della stazione Termini, situato in un edificio che fu costruito nell’Ottocento per nascondere alla vista la chiesa del Sacro Cuore di via Marsala, l’ultima opera di don Bosco; e da lì giungeranno a Norcia, per una breve visita alle rovine della Basilica di San Benedetto, distrutta dal sisma. Così, la conferenza dei Presidenti dell’Unione Europea renderà omaggio alle radici dell’Europa, nel sessantesimo del Trattato di Roma.
E' stato pubblicato pochi giorni fa il programma del viaggio che Papa Francesco effettuerà a maggio a Fatima per il centenario delle apparizioni della Madonna. La Chiesa di Fatima dopo Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI è pronta ad accogliere anche Francesco. Della visita papale e del significato di Fatima oggi ACI Stampa ha parlato in questa intervista con Monsignor António Augusto dos Santos Marto, Vescovo di Leiria-Fatima.
La chiesa dei santi Nereo ed Achilleo alle Terme di Caracalla è una chiesa carolingia, costruita da Papa Leone III all’inizio del IX secolo. La chiesa carolingia ha sostituito un’altra chiesa dedicata ai due martiri della catacomba di Domitilla, ma non si conoscono tracce della chiesa più antica.
Non una Chiesa completamente distrutta, e bisognosa di una riforma. Piuttosto, una Chiesa che già viveva dei momenti di riforma, e che ha continuato questo movimento anche dopo lo “shock” della Riforma protestante. Lo dicono padre Bernard Ardura, presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche, e il professore Johannes Grohe, storico che insegna alla Pontificia Università Santa Croce.
Si intitola “Vado io”. Proprio come il suo gesto di offrirsi volontario al posto di una donna in un rapimento a scopo di estorsione. “Vado io. Con i poveri delle Ande per incontrare Dio. Missione e martirio di padre Daniele Badiali” è titolo del libro che Gerolamo Fazzini dedica alla figura di questo missionario italiano ucciso esattamente 20 anni fa (il 18 marzo 1997). Di padre Badiali è in corso la causa di beatificazione.
La perseveranza e la consolazione. “Qual è il loro significato più profondo, più vero? E in che modo fanno luce sulla realtà della speranza?” Lo chiede Papa Francesco nel corso dell’Udienza Generale di oggi in Piazza San Pietro, continuando il ciclo delle catechesi sulla speranza cristiana. Alla fine dell’Udienza il Papa rivolge anche un appello: partecipare all’appuntamento delle “24 ore con il Signore”: “Invito tutte le comunità a vivere con fede l’appuntamento del 23 e 24 marzo per riscoprire il sacramento della riconciliazione, auspico che anche quest’anno tale momento privilegiato di grazia del cammino quaresimale sia vissuto in tante chiese per sperimentare l’incontro gioioso con la misericordia del Padre, che tutti accoglie e perdona".
Una Madonnina che è presso la parrocchia, restaurata, che viene dalle vecchie case popolari. E una stola. Sono i due doni che Papa Francesco riceverà durante la sua visita alle Case Bianche a Milano. E la stola ha una storia particolare, perché nasce da un’opera di misericordia.
Si arriva alla “statio” di Santa Pudenziana al Viminale il martedì della terza settimana di Quaresima. Il Cardinale Schuster indicava questa sede come residenza pontificia perché casa dei Pudenti dove si ricollegano le memorie di San Pio I e di suo fratello Erma.
E’ stata presentata la terza edizione del Cortile di Francesco che si terrà ad Assisi dal 14 al 17 settembre. Quattro giorni di incontri, conferenze e workshop con personalità della società civile, della cultura, della politica e dell’arte, ma anche tanti uomini e donne pronti ad ascoltare e a dialogare tra loro sul tema del “cammino”. Un programma ricco di eventi. Saranno quattro i percorsi preparatori: arte e territorio, comunicazione, economia e migrazione. Un’umanità in cammino.
Maria non è il tipo che per stare bene ha bisogno di un buon divano dove starsene comoda e al sicuro. Non è una giovane-divano! Se serve una mano alla sua anziana cugina Elisabetta, lei non indugia e si mette subito in viaggio”. Così Francesco parla di Maria in occasione del Messaggio rivolto ai giovani e alle giovani del mondo in occasione della 32.ma Giornata Mondiale della Gioventù che sarà celebrata a livello diocesano il 9 aprile 20017, Domenica delle Palme, sul tema “Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente”.
Domenica 5 marzo è ricorso il 50esimo anniversario dell’istruzione ‘Musicam Sacram’, l’ultimo grande documento dedicato alla musica che deve accompagnare la liturgia, approvato dal beato papa Paolo VI, e firmato dal card. Giacomo Lercaro, arcivescovo di Bologna e presidente del ‘Consilium’ per l’attuazione della costituzione conciliare sulla liturgia, e dal card. Arcadio Larraona, prefetto della sacra congregazione dei riti.
Per ottenere il perdono il primo passo è vergognarsi del peccato. Ma per ottenerlo bisogna confessarsi correttamente, spiega il Papa nell'omelia della Messa mattutina a Santa Marta. Come ti confessi, chiede il Papa. "Vado, dico i miei peccati, il prete mi perdona, mi dà tre Ave Maria da pregare e poi torno in pace. Tu non hai capito! Tu soltanto sei andato al confessionale a fare un’operazione bancaria a fare una pratica di ufficio. Tu non sei andato vergognato lì di quello che hai fatto. Hai visto alcune macchie nella tua coscienza e hai sbagliato perché hai creduto che il confessionale fosse una tintoria per chiudere le macchie. Sei stato incapace di vergognarti dei tuoi peccati".
La fiaccola benedettina "con il suo fuoco ci rimanda al calore da tutti vissuto in questi mesi grazie alla solidarietà delle persone, dei popoli e delle istituzioni. Il terremoto ci insegna che per stare in piedi dobbiamo sostenerci l’uno con l’altro e questa è l’occasione di celebrare l’amicizia verso chi non ci ha lasciato soli. Ma la fiaccola benedettina è anche il fuoco che brucia e allora da questa piazza auspico che il fuoco bruci le lungaggini burocratiche che rallentano gli interventi e tutto ciò che ostacola la ricostruzione, non soltanto materiale ma anche sociale". Sono le parole pronunciate ieri sera dall'Arcivescovo di Spoleto-Norcia Renato Boccardo in occasione della festa di San Benedetto.